Ca’ Rezzonico

Ca’ Rezzonico è raggiungibile con il vaporetto di linea 1: si scende alla fermata omonima, Ca’ Rezzonico, ed il palazzo è immediatamente a fianco. Il palazzo ospita il Museo del Settecento veneziano e conserva degli splendidi affreschi del Tiepolo.

 

La facciata sul Canal Grande

La storia di Ca’ Rezzonico

Ca’ Rezzonico non si chiamava così, fu nominata successivamente in questo modo. Il suo primo nome fu Palazzo Bon, da Filippo Bon, il quale, nel 1667, diede l’incarico al Longhena (vedi Basilica della Salute e Ca’ Pesaro) di fargli un grande palazzo. Il nuovo palazzo doveva sorgere sull’area dove stavano alcune casette di proprietà di Filippo. Longhena morì nel 1682, lasciando incompiuto il palazzo: la parte verso il Canal Grande era giunta al primo piano, mentre la parte verso San Barnaba era giunta al termine. Il proprietario viveva nelle camere sul rio. I lavori s’interruppero e gli eredi di Filippo non avevano i soldi nemmeno per la manutenzione della parte edificata ed ancora impraticabile.

 

La svolta

Il 3 agosto del 1750 Giambattista Rezzonico comprò l’immobile. I preliminari dell’acquisto erano iniziati cinque anni prima. I lavori di completamento terminarono nel 1756, grazie all’abile architetto Giorgio Massari. In quello stesso anno, si completò anche la gradinata sul Canal Grande che, fino a quel momento, era stata provvisoria, forse di legno o comunque non sufficientemente forte per sorreggere la pesante facciata dell’edificio.

Il piano del Massari realizzò qualche variante rispetto a quello del Longhena. Le finestre furono delimitate da pilastri anziché da colonne; l’aggetto delle sculture è meno risentito, le incorniciature dei finestrini in ovato sono di garbo settecentesco.

 

Il piano originario

Grazie all’iconografia tramandata nel tempo, sappiamo che il progetto del Longhena prevedeva il primo ordine con quattro archeggiature centrali ed un piano ammezzato. Il bugnato continuo non era interrotto dai pilastri adottati nella realizzazione. Le regole canoniche volevano che un’apertura segnasse la medietà dei prospetti e che le aperture fossero in numero dispari.

 

L’interno di Ca’ Rezzonico

Nelle sale, ricche di arredi monumentali e di splendidi affreschi, è stato sistemato con molto gusto il Museo del Settecento Veneziano. Il visitatore entra nello straordinario mondo del XVIII secolo, fra mobili, vasi e ricordi di incredibili manifatture artistiche, seguendo il filo conduttore della pittura.

 

Il salone da ballo

La vasta sala è una delle più smaglianti dimostrazioni dello spirito luminoso, nobile e sereno del Settecento veneziano. Questo ambiente è il primo entrando nel piano nobile ed era destinato alle feste. E’ direttamente collegato allo scalone per accogliere e stupire gli ospiti. Gli affreschi sono di Giovan Battista Crosato, uno dei maestri della grande decorazione rococò. Nella volta sono dipinte le allegorie delle quattro parti del mondo, il medesimo soggetto affrontato negli stessi anni da Tiepolo a Wurzburg.

 

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