Fondaco dei Turchi

Fondaco dei Turchi: non è una novità sentir nominare i turchi in una città come Venezia. Infatti, sappiamo molto bene come le influenze bizantine abbiano avuto un grosso peso sotto tanti profili, alcuni molto evidenti, altri più velati ed impalpabili.

Ad ogni modo, il palazzo fu costruito nel 1200 su ordine del console di Pesaro, Giacomo Palmieri, appartenente ad una nobile famiglia di mercante.

Il palazzo, in stile veneto-bizantino, è oggi noto come fondaco dei Turchi.

Ma come si raggiunge il fondaco dei Turchi? Con la linea 1 che tocca i principali punti di Venezia, ossia P.le Roma e Ferrovia (scopri quali sono i punti di accesso a Venezia) e percorre tutto il Canal Grande. La fermata di discesa è Riva de Biasio che, in realtà, è raggiungibile anche con le linee Giracittà 5.1 e 5.2.

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Fondaco dei Turchi
Il fondaco dei Turchi (Foto: archivio personale)

Un po' di storia

Sembrava fatto apposta per dare la possibilità alle grosse galere di approdare e scaricare merci d’Oriente e d’Occidente, sacchi di zenzero e pepe, balle di seta cinese e tele d’Inghilterra.

Nel 1381 la Repubblica lo acquistò e ne fece dono al marchese di Ferrara, Nicolò d’Este, per la lealtà dimostrata durante la guerra di Chioggia.

E da questo momento il palazzo divenne una sorta di proprietà fluttuante degli Estensi ai quali la Serenissima lo confiscava ogniqualvolta i rapporti si incrinavano e lo restituiva quando miglioravano. Così avvenne nel 1483, quando Ferrara si era opposta a Venezia nei suoi tentativi di espansione nell’entroterra, e nel 1509, anno in cui gli Estensi aderirono alla lega antiveneziana di Cambrai.

La Repubblica utilizzava l’edificio per ospitarvi i visitatori stranieri più illustri e i loro seguiti. Nel febbraio del 1438, in occasione del Concilio di Ferrara, Giovanni VIII Paleologo, imperatore di Bisanzio, arrivò per mare accompagnato dal patriarca di Costantinopoli e da oltre 650 ecclesiasistici ortodossi dopo un viaggio durato più di due mesi.

Nel palazzo alloggiarono anche Pandolfo Malatesta, il re di Dacia, Dom Pedro di Portogallo, che girava per la città con trombettieri e pifferai per far uscire le donne ai balconi, l’imperatore Federico III d’Asburgo, Renato d’Anjou, Bona Sforza regina di Polonia.

I turchi vennero ad abitare solo ai primi del XVII secolo, quando il nuovo proprietario, il doge Antonio Priuli, decise di affittarlo ai mercanti turchi. Già da tempo, la Signoria aveva pensato di radunare mercanti, uomini d’affari e faccendieri provenienti non solo dalla Turchia, ma da tutte le regioni soggette al sovrano di Costantinopoli, in una sede collettiva.

Porte e finestre furono chiuse secondo il costume musulmano, furono installati una moschea e dei bagni.

 

E poi?

Con la decadenza del commercio d’Oriente, cominciò a diminuire il numero dei mercanti e conseguentemente il reddito dei canoni d’affitto; lo stato dell’edificio peggiorò  e nel 1732 si verificò un grave crollo. I turchi continuarono a risiedervi fino al 1838. L’ultimo, un certo Saddo-Drisdi, fu costretto dalla famiglia Manin ad andarsene. La famiglia aveva infatti ereditato il palazzo dai Pesaro.

Dal 1860 è di proprietà del Comune che ne ha fatto sede di musei, prima del Museo Correr e poi del Museo di Storia Naturale.

Fondaco dei Turchi: il museo

Il Fondaco dei Turchi è sede del Museo di Storia Naturale dal 1923.

Il patrimonio scientifico del Museo consta di oltre due milioni di pezzi; al nucleo originario, costituito dalle collezioni naturalistiche di proprietà del Museo Correr e dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, si sono aggiunte altre raccolte per donazioni, depositi o acquisizioni.

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La visita al museo è estremamente consigliata anche ai bambini, sarà davvero sorprendente per loro osservare la Galleria dei Cetacei con lo scheletro di una balenottera e di un giovane capodoglio o il percorso dedicato ai fossili e alla paleontologia.

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