I nizioleti (parte V)

Dopo un po’ di tempo ci ritroviamo qui con I nizioleti (parte V) per scoprire la toponomastica veneziana. 

A quali calli toccherà oggi? 

Ebbene, oggi per il capitolo “I nizioleti (parte V) troveremo due calli ed una corte. 

Solo? 

Ma di solito ne pubblichi cinque, direte voi… Sì, ma non sono proprio brevissime le storie che andrò a raccontarvi in questo articolo.

Dunque, mettetevi comodi e scopriamo insieme le curiosità de I nizioleti (parte V)

Se volete dare una letta a quanto pubblicato in precedenza, non dovete far altro che cliccare qui o scegliere direttamente gli altri articoli pubblicati.

Nizioleti raccontano
Parte I
Nizioleti raccontano
Parte 2
Nizioleti raccontano
Parte III
Nizioleti raccontano
Parte IV

CALLE DEI VAROTERI

Varoteri? Cosa significa questa parola? Di certo è una parola dialettale, lo si capisce bene. Significa "pelliccia" ed in parte deriva da "vaio", un morbido animaletto simile allo scoiattolo. Ma quando si parla di pelliccia si pensa subito alle donne... Come si comportò la Serenissima al riguardo? Leggete un po'!

Nel 1360 venne varata una nuova legge che proibiva alle donne di avere più di due pellicce e nemmeno una ai giovani sotto i dodici anni. Così un giorno, una nobildonna si recò dal varoter e chiese di poter vedere gli ultimi capi di pelliccia arrivati. Il varoter, sapendo che la donna possedeva già tre pellicce, le disse che la legge gli vietava di venderne altre. Ma la donna, furbescamente, si era portata dietro la nipotina sostenendo che la pelliccia fosse per lei. Così il varoter le disse che la bambina era troppo giovane per avere una pelliccia. Così la donna minacciò di cambiare varoter e l'uomo si vide costretto ad accontentarla.

Ogni sforzo del governo per contenere il lusso risultò nei secoli disatteso.

CALLE DEI TIRACANA

Nella zona delle conterie, troviamo la calle dei Tiracana. Chi erano? I tiracana erano coloro che trasformavano la massa vetrosa incandescente in lunghe cannule forate. E figlia della canna da perline era la versione in filo esilissimo.

Nel 1840 il direttore del Teatro dell'Opera di Parigi fa visita alla conteria assieme alla moglie. Osservarono un tiracana mentre lavorava un filo di vetro. Sembrava un filo di seta e l'impressione che potesse spezzarsi da un momento all'altro non era poi così remota. Ma il tiracana sosteneva che fosse molto flessibile e che, addirittura, lo si potesse usare nella formazione di alcuni tessili.

Così la moglie del direttore del teatro prese la palla al balzo e, pensando alla calvizie del marito, chiese se era possibile confezionare una parrucca. Sì, era possibile ma necessitava di attenzione per essere indossata e doveva essere adoperata in occasioni scelte.

Il diretto parigino, dunque, ne ordinò duecento, sorpreso dalla brillantezza e lucentezza, affinché venissero usate in scena per tutti gli spettacoli della stagione dell'opera.

CORTE SCALA MATA

Scala matta? Come il cappellaio matto. Le scale matte si trovano nel ghetto vecchio. Si trattava di un intrico di scale in legno addossate ai muri delle case in modo bislacco. E dunque dette "matte". Girando esternamente intorno alle abitazioni, risolvevano così problemi di spazio interno. Abbiamo visto, infatti, che le abitazioni nel ghetto sono molto alte, questo per "farci stare" quante più persone possibili.

Ma sentite un po' cos'è accaduto la notte del 15 luglio 1691. In quella notte si sentì un neonato piangere. Il pianto proveniva da sotto la scala matta nel ghetto vecchio. Fu così trovato un neonato abbandonato. Ora ci si doveva accertare se fosse ebreo ma, d'altronde, chi avrebbe mai abbandonato un bimbo nel ghetto ebraico?

Ebbene, la piccola creatura era stata portata lì dal sacerdoten(ebreo). Infatti, il bimbo era figlio della serva, ebrea pure lei, che il sacerdote aveva ingravidato! Scandoloso! Glielo portò via e lo posò sotto una scala matta con la convinzione che qualcuno lo avrebbe raccolto. E così fu. Il 24 luglio, venne stabilito che il bimbo sarebbe stato di religione ebraica poiché è la madre che trasmette la religione al nascituro.

E indovinate un po' chi ebbe nuovamente tra le proprie braccia il bimbo abbandonato? La serva.

Rispondi