Il Ghetto ebraico

Il Ghetto ebraico è un luogo assolutamente da visitare. Se si soggiorna a Venezia, quindi, va inserito nel proprio planning di visita alla città (scopri qui la storia sugli ebrei a Venezia).

Non è chiara l’origine etimologica del termine, ma è molto probabile che derivi dal dialetto veneziano “getto”, ossia la colata di bronzo nelle fonderie dei cannoni. Infatti, nel contrastato periodo della pace di Noyon, nel 1516 il Senato della Repubblica di San Marco prese l’iniziativa di concentrare la comunità ebraica nel ristretto territorio di un’isola, un tempo utilizzata appunto per le fonderie. In seguito si sviluppò anche negli isolati vicini, assumendo un aspetto inconfondibile. Il Ghetto ebraico, infatti, è caratterizzato da case alte e ravvicinatissime, per sfruttare, appunto, il poco spazio disponibile. All’interno di questo insieme urbano si raccolsero così ebrei aschenaziti, sefarditi e tutti i figli della diaspora. Così riuniti si confrontarono con le antiche storie magiche e segrete che ogni gruppo si portava come eredità.

All’epoca del massimo sviluppo demografico, il ghetto arrivò ad ospitare circa 4.000 persone. Rimase in funzione fino al 1797, quando Napoleone fece aprire simbolicamente le porte del quartiere. 

Il Ghetto ebraico e le scuole

Le sinagoghe si chiamavano Scuole per l’affinità con le tradizionali istituzioni assistenziali veneziane e sono l’anima del Ghetto ebraico. La Scuola Grande tedesca è la più antica sinagoga di Venezia, fondata nel 1527 ed inserita nei serrati prospetti del campo del Ghetto Nuovo.

La Scuola Spagnola, invece, rappresenta probabilmente il più ricco e spettacolare fra i luoghi di culto della comunità ebraica. Fu fondata alla fine del Cinquecento, quando nel 1589 un folto gruppo di ebrei provenienti dalla penisola iberica raggiunse Venezia. La scuola è stata ristrutturata e ridecorata nel XVII secolo, su probabile disegno del Longhena (guarda qui la Basilica della Salute del Longhena).

Il Ghetto vecchio e il campo del Ghetto nuovo

Il Ghetto vecchio è un quartiere rettangolare attraversato da una sola strada. Al centro si apre la piazzetta chiamata campo delle Scuole, sulla quale si prospettano la Scuola levantina e la Scuola spagnola. La Scuola levantina, fondata nel 1538, è l’unico esempio di sinagoga ben riconoscibile anche all’esterno, mentre tutte le altre sono inserite in edifici preesistenti.

Il campo del Ghetto nuovo è uno spazio urbano attorno al quale si concentra il quartiere ebraico ed è veramente insolito. Mancano, infatti, gli abituali riferimenti visivi (palazzi e chiese monumentali) che fanno da scenario nei campi veneziani. Al contrario, è interamente circondato da costruzioni di carattere popolare, sviluppato in altezza come vere e proprie case-torri. Poco appariscenti, per non dire dissimulati, sono gli ingressi alle sinagoghe, tre per la precisione. Sono tutte di fondazione cinquecentesca: la Scuola Grande Tedesca, la Scuola del Canton e la Scuola italiana.

Dopo le deportazioni, la comunità ebraica di Venezia conta circa 600 persone.

Il Ghetto ebraico
Parte del campo del Ghetto Nuovo (Foto: Archivio personale)

Il Museo

Attenzione: il museo sarà chiuso dal 19 al 21 ottobre 2020 causa importanti restauri strutturali.

A partire dal 22 ottobre 2020 aprirà il nuovo temporaneo allestimento il cui accesso sarà di fianco al monumento alla Shoah veneziana, all'angolo opposto della storica sede del museo, al civico 2873/C.​

Nella sede temporanea ci sarà un ricco bookshop aperto al pubblico e un'offerta museale per raccontare da un lato gli aspetti salienti della religione ebraica, dall'altro la storia e la vita del ghetto di Venezia.

Sarà possibile, nel totale rispetto delle norme di prevenzione della pandemia da COVID-19, prenotare le seguenti visite:

  • visite guidate ai luoghi di culto, alcuni dei quali mai aperti al pubblico prima d’ora;
  • visite didattiche per le scuole da tenersi in alcuni casi anche nelle classi;
  • visite guidate ai restauri;
  • meteo permettendo, visite all’Antico Cimitero ebraico del Lido di Venezia e al giardino segreto della scuola spagnola

 

Il Museo Ebraico si trova nel campo del Ghetto Nuovo, tra le due più antiche sinagoghe, fondato nel 1954 dalla Comunità Ebraica veneziana.

Il museo è diviso in due aree, la prima dedicata al ciclo delle festività ebraiche e agli oggetti utilizzati per la liturgia, la seconda al racconto della storia degli ebrei veneziani attraverso immagini e oggetti.

C’è, infatti, la sala degli argenti, quella delle stoffe, la sezione dedicata alla vita culturale del ghetto veneziano, ai suoi maggiori esponenti. Un’altra sezione si focalizza, invece, sull’editoria ebraica veneziana, famosa in tutta Europa per le pregiate edizioni, qui impreziosita dalla presenza di volumi antichi.

Informazioni

L’ingresso al Museo costa 12 euro e consente anche di visitare due sinagoghe. Il biglietto ridotto costa 10 euro ed è acquistabile dai bambini sopra i 6 anni, dagli studenti fino ai 26 anni, soci FAI, soci Touring o soci Coop. Per i bambini sotto i 6 anni, accompagnatori di portatori di handicap, soci ICOM, il biglietto è gratuito.

E’ possibile preacquistare il biglietto qui

Gli orari di apertura del museo sono i seguenti:

  • Giovedì: 14 – 18:30 (ultimo ingresso 17:30)
  • Venerdì e domenica: 10 – 17:30 (ultimo ingresso 16:30)

Attualmente le visite guidate a partenza fissa sono SOSPESE. Ma è possibile prenotare una visita guidata a tre o quattro sinagoghe chiamando lo 041715359 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.

Le visite private possono essere fissate tutti i giorni della settimana tranne il sabato in italiano, inglese, francese, ebraico e spagnolo.

Maggiori informazioni relative al Ghetto ebraico sono reperibili qui

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