La chiesa di San Stae

La chiesa di San Stae è un importante edificio barocco che si affaccia sul Canal Grande ed è raggiungibile con il vaporetto di linea 1. La fermata è San Stae e la chiesa si trova proprio di fronte all’approdo del vaporetto.

Chiesa di San Stae
La chiesa di San Stae e la fermata del vaporetto

Completata per volere del doge Alvise Mocenigo, la chiesa di San Stae combina in sé dettagli rigorosi ed esuberanti. L’architetto ticinese Domenico Rossi (autore a Venezia anche della chiesa dei Gesuati) gioca unendo stili diversi. Alla nobile severità palladiana delle quattro semicolonne e del frontone triangolare associa, infatti, una brillante decorazione scultorea, con un vivace portale. 

Il nobile Andrea Stazio, prima di morire nel 1722, lasciò un testamento in cui disponeva che per la chiesa di San Stae si realizzassero dodici tele, tutte di dimensioni simili e con riferimento alla vita o al martirio degli apostoli. Conseguentemente si diede avvio ad un ciclo di dipinti di enorme importanza per la storia della pittura veneziana.

Così si affidò l’incarico a dodici pittori diversi, dall’anziano Nicolò Bambini al quasi esordiente Giambattista Tiepolo. Gli artisti terminarono i dipinti in pochi mesi, a cavallo tra il 1722 ed il 1723, e, detto ciò, hanno trasformato la chiesa in una sorta di straordinaria “galleria” di pittura, in cui si manifestano con grande chiarezza le tendenze e gli sviluppi del Settecento in laguna. 

Alcune opere della chiesa di San Stae

Per quanto riguarda le tele conservate all’interno della chiesa di San Stae, ne illustrerò alcune tra le più note.

SAN PIETRO LIBERATO DAL CARCERE di Sebastiano Ricci

Il ciclo delle tele con gli Apostoli è oggi raccolto nel presbiterio della chiesa. A Sebastiano Ricci, all’epoca senz’altro il pittore di maggiore prestigio, viene affidato l’episodio che riguarda San Pietro. Con l’abituale forza espressiva e la grande scioltezza che contraddistinguono il pittore bellunese, la scena è impostata sul rapporto dinamico tra i due personaggi. Alla perplessità del santo si contrappone vivacemente l’energia dell’angelo in volo, avvolto in freschi colori che ricordano il Veronese.

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SAN GIACOMO CONDOTTO AL MARTIRIO di Giambattista Piazzetta

Tra i dipinti di San Stae la tela di Piazzetta è forse la più importante. Concentrato e monumentale, Piazzetta riprende i temi del realismo caravaggesco nel nerboruto carnefice che cerca di trattenere l’Apostolo con una corda. Viandante inarrestabile per antonomasia, san Giacomo esprime una forza di volontà incrollabile, rivolta verso la luce che lo inonda. Proprio questa luce splendente è il preannuncio della nuova stagione dell’arte veneziana, che sarà caratterizzata dal diffondersi di “un lume che forse non ha eguali.

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MARTIRIO DI SAN BARTOLOMEO di Giambattista Tiepolo

Coinvolto nell’impresa di San Stae, il giovane Tiepolo appare ancora fortemente legato alla pittura chiaroscurale e drammatica di Piazzetta. Sono già evidenti, comunque, una grande disinvoltura compositiva e una energica decisione nell’impianto delle luci. La scena è caratterizzata dall’insolita posa in diagonale di San Bartolomeo, che sta per essere scorticato dal rosseggiante manigoldo sulla sinistra.

Martirio di San Bartolomeo

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