La Gondola

La gondola è Venezia. Quando si parla di Venezia, si pensa subito alla gondola, poi all’acqua, ai ponti, ai vaporetti etc.. ma la gondola occupa sicuramente un posto sul podio. E, sebbene ora la si consideri un accessorio puramente turistico, nel tempo ha accentrato su di sé un ruolo di fondamentale importanza. Almeno fino al 1881, quando il primo vaporetto solcò il Canal Grande dando avvio alla decadenza della gondola destinandola all’uso che oggi conosciamo.

L’antenata della gondola, l’abbiamo vista nell’articolo precedente, vi ricordate della scaula?

Vi consiglio, qualora voleste approfondire l’argomento “gondola”, un bellissimo volume che ne affronta tutti gli aspetti e ne descrive minuziosamente le caratteristiche, fornendo anche delle tavole che ne evidenziano le trasformazioni nei secoli: Gondole. Sei secoli di evoluzione nella storia e nell’arte. A cura di Gianfranco Munerotto.



Nei secoli la gondola ha subito una serie di evoluzioni, funzionali ed estetiche, prima di arrivare ad essere quella che oggi vediamo. Pensate che le prime valide riproduzioni grafiche le abbiamo solo a partire dal 1486 grazie a pittori come Bellini e Carpaccio.

Questa è una delle opere che funge da iconografia per la ricostruzione grafica delle gondole. Carpaccio rappresenta un po’ il precursore del Vedutismo, corrente artistica che arriverà ben più tardi, e grazie alle sue vedute abbiamo una base dal quale partire per poter confrontare l’evoluzione della gondola nei secoli.

Vittore Carpaccio

Miracolo della Reliquia della Croce a Rialto (1496)


Caratteristiche

La gondola è lunga 10,85 metri, larga 1,40 metri ed è composta da circa 280 pezzi lignei. Alcuni tra i più importanti hanno nomi come trasti, sanconi, corboli e fiuboni. Le parti principali della gondola sono il ferro, la forcola, il remo e, un tempo, il felze. I tipi di legno utilizzati sono molti e degli artigiani artisti li curvano al fuoco di cannelle di palude. L’equilibrio che riescono a dare è meraviglioso perché all’occhio profano la gondola sembra si possa rovesciare da un momento all’altro.

Il ferro della gondola subì diverse trasformazioni, come d’altronde la stessa gondola. Intarsiato, con diverse forme pompose, con o senza brocche tra i denti, a riccio e, infine, quello liscio. I sei denti del ferro rappresentano i sestieri di Venezia e, a parte, l’isola della Giudecca.

La forcola è il supporto del remo ed la si trova esposta quale scultura nei musei internazionali. E’ composta da un pezzo di radica di noce e la sua forma a gomito serve per l’applicazione del remo.

Il remo è fabbricato con legno di faggio. Dev’essere ben stagionato e senza nodi. Il remer è l’artista che si dedica alla costruzione della forcola e del remo.

Il felze è una parte importante della gondola, sebbene oggi non sia più usato. Era una piccola cabina aperta, inizialmente ricoperta di frasche. Col tempo subì molteplici trasformazioni, fino a diventare un salotto galleggiante con sedili di broccato o velluto. Il panno nero esterno che foderava il felze era formato da 24 fiocchi grandi e 12 piccoli di seta.


Lo squero: la fabbrica delle gondole

La parola squero deriva dal greco “eskharion” che significa cantiere o piccolo scalo per il varo. Un tempo Venezia pullulava di squeri, di piccoli cantieri degradanti verso l’acqua. Ce n’era uno in Piazza San Marco, che nel 1298 fece varare 15 galere, ma nel 1340 venne trasportato altrove per lasciar posto ai pubblici granai di San Marco. Ce n’erano anche lungo il Canal Grande, ma nel 1443 furono soppressi in quanto ostacolavano il corso della navigazione. Vista la soppressione di molti squeri, l’Arsenale fu ingrandito.

Gli squeraroli e maestri d’ascia erano molti e provenivano dalla categoria artigiana dei marangoni (falegnami), un tempo numerosissimi poiché si costruiva tutto con il legno, dai ponti al trasporto. I marangoni, i carpentieri e gli squeraroli avevano una propria “Scuola” e una propria Mariegola (da martin regolae-statuto-regolamento-matricola).

Dei molti squeri esistenti nei secoli passati è rimasto solo il ricordo nelle località dove operavano. Così hanno: la Calle del squero, Ramo del squero e Calle del squero vecchio, sparse nei vari sestrieri. Attualmente gli squeri da gondola esistenti sono tre: due sono condotti ancora dai discendenti di squeraroli, i Tramontin e Giovanni Giuponi; il terzo, quello di San Trovato, è condotto dalla Cooperativa Gondolieri “Daniele Manin”. Quest’ultimo si può dire che è conosciuto universalmente, fu meta di pittori, poeti e scrittori che si sono soffermato e si soffermano per il fascino caratteristico che emana questa mirabile composizione.


La gondola nei secoli

Il Rinascimento rappresenta l’apice della potenza marinara di Venezia. Già in questo secolo, si riscontra la peculiarità della gondola: il profilo laterale esibisce un discreto sbalzo poppiero e un pronunciato cavallino prodiero. Queste sono caratteristiche destinate ad accentuarsi nel corso dei secoli, conferendo alla gondola quella sua particolare personalità. Nei secoli tra il 400 e la prima metà del 500, la gondola si presenta anche con un allestimento spartano, con solo due panchette trasversali per i passeggeri. Il ferro è composto solamente da due lame metalliche.

Nella seconda metà del 500 inizia una trasformazione per la gondola. Il modesto allungamento dello scafo evidenzia una maggiore snellezza. Anche il profilo laterale di prua e di poppa subiscono una trasformazione. Quello di prua si incurva fortemente verso l’alto consentendo di gravare con maggior peso verso l’estremità. Questa trasformazione serve a migliorare la direzionali e la manovrabilità. Compaiono i ferri alle estremità e le forcole iniziano un processo di affinamento.

Nel 600 non vi sono grandi evoluzioni rispetto al secolo precedente. I particolari tendono solo a caratterizzarsi ulteriormente.

Nel 700 la linea del profilo laterale è ormai quasi definitiva. Il ferro di poppa scompare perché considerato ingombrante e il felze ha ora una struttura notevolmente più robusta.

Nel 800 l’aspetto esteriore e le dimensioni sono ormai quelle attuali.

Vi è una svolta architettonica: la costruzione asimmetrica.

Sembra sia dovuta alla genialità dei costruttori zoldani Casal e Tramontin. Il felze mostra la sua configurazione definitiva con una porticina a chiudere la parte anteriore e l’interno foderato e riparato da vetri e persiane alle finestre. Il ferro anteriore prosegue nella caratterizzazione della sua forma e ricompare il ferro poppiero sotto forma di elegante ricciolo.

Due gondole che si susseguono in uno stretto rio: vediamo il ferro di poppa e quello di prua

Due gondole che si susseguono in uno stretto rio: vediamo il ferro di poppa e quello di prua
(Foto: archivio personale)

Nel 900 si raggiunge la configurazione attuale, la più efficiente dal punto di vista idrodinamico. L’asimmetria che contraddistingue la gondola è marcata Il coricamento laterale è accentuato palesando l’inclinazione del fondo verso destra. Il felze scompare. Al suo posto fanno bella mostra due graziosi braccioli con eleganti sculture in bronzo dorato, raffiguranti cavallucci marini o delfini. Il ferro di prua si è stabilizzato nella propria forma.

Glossario

Corbolo: lungo elemento di irrobustimento, in rovere, che corre all’interno della fiancata, collegando tra loro i sanconi circa 10 centimetri sotto la Nerva, Su di esso sono ricavati anche dei fori per passare le cime d’ormeggio

Fiuboni: elementi disposti a spiovente, costituenti la coperta di prua o di poppa della gondola; nelle costruzioni più lussuose i fiuboni vengono riccamente intagliati

Sancon: uno dei tre elementi strutturali che compongono ogni corba; costituisce il fianco dell’ordinata e viene costruito in olmo.

Trasto: elemento strutturale trasversale che congiunge le fiancate in uno o più dell’imbarcazione, a livello di coperta; nella gondola esistono cinque trasti.

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