Le Compagnie di Calza

Le Compagnie di Calza? Sicuramente avrete sentito nominare o parlare della Compagnia della Calza, quale compagnia teatrale che spesso di è esibita nei nostri teatri veneziani. Ma cos’erano veramente le Compagnia di Calza? Quando sono “nate”? Chi erano i membri? Se di membri si può parlare, ovviamente.

 

Le Compagnie di Calza: un po' di storia

Nella splendida e ricca Venezia del ‘400 e del ‘500, l’associazionismo era piuttosto sviluppato. A fianco delle Confraternite, religiose e laiche, e delle Scolae, nella seconda metà del XV secolo si costituiscono le Compagnia di Calza.

Le Compagnie o Fraglie erano un insieme di giovani patrizi veneziani e di alcuni illustri stranieri che stringevano tra loro legami di reciproca amicizia e si riunivano per motivi di svago ed intrattenimento. Il tutto avvallato dai magistrati. I motivi di raduno potevano essere di tipo musicale, teatrale e ludico. Raramente erano ammessi dei non patrizi, mentre potevano partecipare alla vita della Compagnia anche le donne se mogli o parenti di Compagni. Le donne patrizie erano invece regolarmente iscritte.

Sul finire del ‘400 si conta una quarantina di compagnie. Nei diari di Sanudo (“Diarii”), fonte di documentazione di fondamentale importanza, cita i nomi e l’origine di 34 compagnie. Spiccano nomi come “Belli”, “Pigna”, “Ziati”, “Soprani”, “Signorili” dei quali documenta la prima notizia nel 1487.  Ma, naturalmente, ve ne sono delle altre. I “Piavoli”, “Fraterni”, “Potenti”, “Perpetui”, e altre ancora.

Compagnia di calza

La formazione e la disgregazione

La formazione di una Compagnia avveniva dopo aver redatto lo statuto. Si aveva quindi il “levar di calza” (cioè l’inizio del periodo in cui avveniva il reclutamento di altri Compagni), seguiva poi la vita vera e propria della Compagnia, che intercorreva “dal levar al butar” di calza. Infine, c’era, appunto il “butar”, ossia quando la Compagnia si spegneva.

Lo statuto doveva essere approvato dal Consiglio dei Dieci. Venivano fissate delle cariche: un Signore o un Priore, un Camerlengo che fungeva da cassiere, poi i Consiglieri e i Sindaci ed il Nunzio.

Qual è la prima Compagnia di Calza?

Sebbene la data non sia certa, nel 1441 si ha notizia della prima Compagnia, i “Solenni”. Immediatamente dopo, nel 1442, sembra si sia costituita quella dei “Modesti”. Coincide con il matrimonio del figlio del Doge Foscari, Jacopo, con Lucrezia Contarini. A questo matrimonio, parteciparono molti patrizi che “…avevano in pié la calza della Compagnia“.

La citazione è contenuta in una lettera inviata a Costantinopoli da due cognati dello sposo ad un terzo fratello. Fanno, infatti, un lungo resoconto dello sposalizio della sorella con molti accenni alla presenza e al ruolo svolto dai Compagni di Calza dello sposo.

Le Compagnie di Calza: vita lunga o breve?

Stando ad altre documentazioni, è molto probabile che il numero di compagnie fosse superiore a quello indicato dal Sanudo.

Potremmo definire le Compagnie come società di diritto privato costituite temporaneamente tra i giovani, specialmente nobili, con lo scopo del divertimento.

E come sono sorte, sono anche scomparse. Alla fine del 1500, infatti, cessarono ogni attività. Vita breve, dunque, nel giro di un secolo e mezzo sono nate, hanno vissuto e sono morte.

Ma "Calza"... cos'è?

Dunque, l’appellativo di “Calza” derivava dalla caratteristica di indossare una calzamaglia con una gamba diversa dall’altra, a più colori e con lo stemma della Compagnia ricamato spesso d’oro, d’argento e di perle. Il nostro precursore del Vedutismo, Vittore Carpaccio, nei teleri di Sant’Orsola ha raffigurato alcuni giovani Compagni di Calza. Uno di essi indossa un farsetto di velluto verde orlato di rosso sopra ad un giubbetto nero. Su una manica dell’elegante giubba sono riconoscibili due lettere: F e Z. Potrebbero essere collegate alla Fraglia dei Zardinieri. Le Calze sono attillate: la sinistra è bianca listata di nero, la destra è scarlatta con due palme ricamate in oro sulla coscia.

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