Ricette veneziane: sardelle in saor

Ricette veneziane: sardelle in saor! Mia mamma le prepara molto spesso, piacciono a tutti tranne a me… Eh sì, è un piatto che io non adoro per nulla a causa delle cipolle. Io le cipolle non le sopporto proprio, ma a quanto pare piacciono a tutti, persino a mio figlio di 7 anni. Dunque, le sardelle in saor rappresentano un piatto tipico veneziano consumato durante tutto l’anno anche per la sua grande capacità di conservazione ed è di origine molto antica. E’ caratteristico della notte della festa del “Redentore” ed è tutt’ora preparato per questa occasione con le sardelle, ma anche con le sogliole (“sfogi” in dialetto veneziano), insieme all’anitra arrosta. 

Un versetto di una poesia veneziana recita “…Anara rosta, pese in saor, se Redentor, se Redentor!”

Anche in tutto il Polesine e nel basso Veneto il “saor” è stato un mezzo valido per la conservazione del pesce in quelle povere terre di pescatori.

Ricette veneziane: sardelle in saor

Ricette veneziane: sardelle in saor - Gli ingredienti

Settecento grammi di sardelle fresche

Settecento grammi di cipolla

Un bicchiere di aceto

Abbondante olio per friggere

Trenta grammi di pinoli

Venti grammi di uvetta

Tre foglie di alloro

Tre chiodi di garofano

Sale, pepe, farina bianca per infarinare il pesce

Un cucchiaio di zucchero

Preparazione

Dunque, pulire bene il pesce, levare la testa alle sardelle, lavarle, asciugarle, passarle nella farina bianca e friggerle in abbondante olio. A parte, in olio fresco, far imbiondire e appassire a fuoco lentissimo per circa quaranta minuti le cipolle tagliate sottilissime. A tre quarti di cottura delle cipolle, aggiungere l’aceto e lo zucchero e mescolare bene. Sul fondo di un recipiente di coccio, o di una pirofila, mettere uno strato di pesce, coprirlo con alcune cipolle, alcuni pinoli e uvette, fare un altro strato di pesce, irrorarlo con le cipolle e il loro sugo, etc. Salare e pepare. Ripetere l’operazione fino ad esaurimento degli ingredienti, foglie d’alloro e chiodi di garofano compresi. Coprire il recipiente e lasciarlo riposare per almeno due giorni in luogo fresco, prima di servirlo. Dura però anche una o due settimane, se non di più! Anticamente, per friggere si usava, al posto dell’olio, lo strutto. Un piatto ancor più leggero! Ahahah

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