Venezia nei fumetti

Venezia nei fumetti: come tante altre realtà, anche Venezia è stata protagonista, e tutt’ora lo è, del vasto mondo dei fumetti. Ma quand’è che compare per la prima volta? 

Venezia nei fumetti

Nel lontano 1883, in sette tavole disegnate dall’inglese Randolph Caldecott, un caricaturista del giornale umoristico “Punch”, Venezia compare per la prima volta nei fumetti.

A visit to Venice rappresenta una sorta di testimonianza che il disegnatore-cronista dedica agli amici che non sono mai stati a Venezia. Appare persino divertente: Caldecott invita i suoi lettori a dimenticare l’arte di Tintoretto e Carpaccio, visto che lui non si ritiene alla loro altezza. 

A visit to Venice
A Visit to Venice - 1883, Randolph Caldecott

Sono quadretti di costume forse permeati di qualche ironia ma schizzati con affettuosa sincerità. La vita dei traghetti delle gondole, il Molo e Piazza San Marco con i turisti, il Ponte di Rialto visto dal mercato, visioni della laguna.

Il debutto del fumetto moderno

Per tradizione, il debutto del fumetto moderno viene attribuito ad un malizioso ragazzino con gli occhi a mandorla nel 1895 sulle pagine del “New York World”. Yellow Kid indossa un lungo camicione giallo sul quale appaiono sentenziose scritte satiriche e, nel 1897, compare in piedi a prua di una affollatissima gondola sulle acque del Canal Grande dalle quali sbuca un famelico pesce che addenta il piede di un ragazzino. L’autore, Richard Felton Outcault, pochi anni dopo rappresentò ancora Venezia con un nuovo personaggio, Buster Brown che comparve nei quotidinani “New York Herald” (1902) e “The St. Louis Republic” (1908). In Italia venne rinominato Mimmo Mammolo e fu pubblicato nel “Corriere dei Piccoli”, dove i balloons originari furono sostituiti da versi in rima baciata che caratterizzarono per lunghi decenni il settimanale del “Corriere della Sera”, destinato ai figli della borghesia italiana. 

Comics2

La prima volta a Venezia, Mimmo Mammolo, accompagnato dal suo bulldog Medoro, dice di aver imparato che un’anima di tassista può abitare anche in un gondoliere. Questo perché assiste ad un tira e molla sulla tariffa da pagare tra l’uomo della gondola e un turista in abito da marinaio. La seconda volta, si ritrova su una gondola con un improbabile Santa Claus che s’improvvisa gondoliere e che finisce per cadere nelle acque del Canal Grande. 

Da qui in poi, Venezia entra sempre più prepotentemente nello scenario fumettistico.​

Moltissimi cartoonist americani ed europei vollero far camminare i loro personaggi d’inchiostro e colore sui serenissimi masegni. 

Molto successo ebbe la coppia Jiggs e Maggie, iniziata nel 1912 e pubblicata sull’ “American Journal” e diffusa, a seguito dell’enorme successo, da una grande catena di testate. Jiggs è un amante della vita tranquilla e della compagnia di amici di bisboccia, Maggie è un’arcigna e collerica che vorrebbe sottometterlo usando le maniere forti. 

La coppia approda in Italia con un soggiorno nel 1914 con un soggiorno anche a Venezia. Lui sfugge al controllo della terribile moglie e si trova a fare un giro in gondola con un amico e la compagnia di vezzose donnine. 

Il “Corriere dei Piccoli” pubblicò la vacanza veneziana di Jiggs e Maggie nel 1924, dieci anni dopo la prima pubblicazione statunitense. I nomi italianizzati furono Arcibaldo e Petronilla. 

Venezia nei fumetti

Torna alla pagine delle Curiosità veneziane

Rispondi